L’ASSOCIAZIONE LAVORI IN CORSO CON L’UNIVERSITÀ DI FOGGIA E CARTHUSIA AL “BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR” PER PRESENTARE “IL GIARDINO PROIBITO”.
Comunicato Stampa
L’albo illustrato di Emanuela Bussolati nato da focus group e laboratori partecipati dai genitori condannati e dai loro figli, svoltisi presso l’ULEPE di Foggia.
Lucera, 02 aprile 2025 – L’Associazione di Promozione Sociale Lavori in Corso e l’Università di Foggia sono state protagoniste al “Bologna Children’s Book Fair”, la fiera dedicata all’editoria per bambini e ragazzi, dove hanno presentato “Il giardino proibito” di Emanuela Bussolati, edito da Carthusia.
A presentare l’albo illustrato, mercoledì 2 aprile nella Sala Wagner della fiera, sono state Patrizia Zerbi, editrice e direttrice editoriale di Carthusia Edizioni; Emanuela Bussolati, autrice e illustratrice; Rossella Caso, ricercatrice, Centro Studi infanzia e famiglia del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia; Angela Pia Fuscaldi, ArtCounselor e pedagogista, operatrice di Lavori in Corso e Milena Tancredi, responsabile Biblioteca dei Ragazzi “La Magna Capitana” di Foggia.
“Il giardino proibito” è una storia sul potere terapeutico dei legami familiari e sul rispetto del bene comune che vede protagonista Riù, un piccolo rinoceronte, e il suo papà Rino.

Come nasce “Il giardino proibito”
L’idea dell’albo illustrato nasce dall’associazione Lavori in Corso, all’interno di un percorso di sostegno alla genitorialità che si stava già realizzando nello Spazio Giallo della Casa Circondariale di Foggia e con l’ULEPE (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna).
«Abbiamo pensato di realizzare un libro fatto su misura per noi, tarato sulle reali esigenze dei bambini e delle bambine. Questo perché nei nostri “laboratori di cambia-Menti” la lettura condivisa di albi illustrati tra genitori e figli è strumento per vivere tempo di qualità, ascoltare e raccontare con delicatezza verità nascoste, esprimere emozioni difficili», spiegano i referenti di Lavori in Corso, associazione che dal 2006 è impegnata, sul territorio di Foggia e provincia, nella cura delle relazioni familiari all’interno delle carceri e nella tutela del diritto dei bambini a mantenere una relazione significativa con i propri genitori.

È nata, in seguito, la collaborazione dell’Associazione Lavori in Corso con l’Università di Foggia e con Carthusia, all’interno del progetto “Bambini oltre le sbarre” sostenuto dal Ministero della Cultura.
Nello specifico, il libro è frutto di focus group e laboratori partecipati da genitori condannati e dai loro figli presso l’ULEPE di Foggia (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna). Da questi focus group l’autrice e illustratrice Emanuela Bussolati ha preso spunto per dare vita alla storia di Riù, un piccolo rinoceronte che sogna di avere ali da farfalla per poter volare con il suo papà, tornato a casa dopo un periodo lontano.

«Lavori in Corso, attraverso uno strumento operativo dedicato e delicato come l’albo illustrato che narra la storia di Papà Rino e del piccolo Riù, ha l’ambizione di sostenere i nuclei familiari che vivono l’esperienza della detenzione affinché, chi riveste il ruolo genitoriale, possa, imparando dai propri errori, aiutare i propri figli a spezzare la catena col passato e a desiderare, per loro, un futuro di libertà», ha raccontato Angela Pia Fuscaldi.
Lavori in Corso è stata la prima realtà a pensare a questo tipo di strumento per sostenere i bambini che hanno i genitori in esecuzione penale esterna. La vera novità consiste nell’aver messo insieme, intorno alla lettura, l’intero nucleo famigliare (il genitore condannato, il genitore libero e i figli), con la convinzione che l’attenzione verso il bambino possa portare ad un cambiamento di tutta la famiglia.
Il Centro Studi infanzia e famiglia del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, impegnato da tempo nella promozione e nella difesa dei diritti delle bambine e dei bambini, ha aderito al progetto condividendone con Lavori in Corso la finalità più importante: far sì che l’esperienza della detenzione non interrompa la crescita dell’infanzia, rispettandone i diritti e coniugandoli a quelli dei genitori, detenuti e non, dentro e fuori dal carcere.
«Leggere “Il giardino proibito” in carcere può diventare un’occasione di contatto, di relazione e di dialogo su verità troppo spesso scomode e troppo spesso celate allo sguardo dell’infanzia, ma anche un momento importante di comprensione e di razionalizzazione delle esperienze vissute. Fuori dal carcere, nelle scuole o a casa, può fungere da stimolo per ragionare intorno a tematiche il più delle volte poco o per nulla oggetto di riflessione», ha evidenziato Rossella Caso.

Sinossi de “Il giardino proibito”
Quando nasce Riù il suo papà è lontano, perché ha rubato dei fiori per la mamma nel giardino proibito. Quando il papà torna, per Riù è bello ma non è sempre facile. E anche lui sbaglia, per amore del papà. Sarà proprio il papà Rino ad aiutarlo a trovare il coraggio di rimediare e così Rino e Riù capiranno di essere l’uno la forza dell’altro e che quando si sceglie di non sbagliare persino il desiderio di volare può realizzarsi.
«La storia racconta, con un linguaggio adatto ai più piccoli, come il legame affettivo di una famiglia sia la via per immaginare un futuro di riscatto, perché imparando a prendersi cura l’uno dell’altro e scegliendo di non sbagliare più, si possono trovare le proprie ali verso la libertà», scrive Patrizia Zerbi nel pieghevole che accompagna l’albo illustrato.

Il tema della relazione tra figli e genitori in stato di detenzione è molto caro a Carthusia, che anni fa l’aveva già affrontato nel libro “Il sogno di Cora”, dove si era data voce all’esigenza dei bambini di sentirsi dire la verità, anche la più difficile.
Biografia di Emanuela Bussolati
Illustratrice, scrittrice e progettista di libri per bambini tra le più stimate, collabora con molte case editrici in Italia e all’estero. Nel 2010 con il suo rivoluzionario “Tararì tararera…”, edito da Carthusia, ha vinto il Premio Andersen come Miglior libro 0-6 anni e nel 2013 sempre il Premio Andersen come Miglior autrice completa.